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Cartiera di Roncajette

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La Cartiera di Roncajette (o Corte Corinaldi), situata a Ponte San Nicolò (PD), ha radici medievali. Fondata nel X secolo come complesso monastico concesso dall’imperatore Berengario nel 918, fu riconvertita in cartiera e passò ai conti Corinaldi dopo le soppressioni napoleoniche. Dismessa definitivamente nel 1966, è oggi in fase di recupero immobiliare.Evoluzione StoricaL’area di Roncajette ha origini antichissime, attestate dal diploma del 918 con cui l’imperatore Berengario I concesse i terreni ai canonici di Padova. Inizialmente strutturato come monastero, l’edificio sfruttava la vicinanza strategica al fiume Roncajette (antico corso del Retrone) per l’energia idraulica.Dopo la caduta della Repubblica di Venezia e le successive soppressioni degli ordini religiosi volute da Napoleone all’inizio dell’Ottocento, il complesso venne acquisito dai nobili conti Corinaldi, che lo trasformarono in una fiorente cartiera. Per oltre un secolo, l’impianto ha rappresentato un importante motore economico per la zona sud-est della provincia di Padova.Il Declino e il RecuperoL’attività produttiva della cartiera è proseguita fino alla sua chiusura definitiva nel 1966. Negli anni successivi, i vasti spazi della Corte Corinaldi furono occupati temporaneamente da sfollati del luogo e da famiglie senza casa.Col passare dei decenni, il sito è caduto in un forte stato di abbandono, diventando protagonista di leggende metropolitane e storie di presenze spettrali che hanno attirato nel corso del tempo diversi “ghostbuster” e curiosi.Nel dicembre 2023, il complesso è stato acquisito dal Gruppo Renove, che ha avviato importanti lavori di riqualificazione immobiliare e di restauro conservativo per restituire lo storico complesso alla comunità.

La leggenda del fantasma La fama del “Fantasma di Roncajette” esplose nella primavera del 2012, quando un gruppo di ghost hunter padovani scattò alcune fotografie di fronte all’ex cartiera:

La fotografia scattata: In uno degli scatti apparve una figura indistinta e vaporosa. Tra le teorie emerse, si ipotizzò che potesse essere l’apparizione di una donna del passato o quella di uno dei barcari che in epoca fluviale trainavano le chiatte lungo il fiume Bacchiglione con i cavalli.
Le presenze monastiche: Altri appassionati di leggende locali collegano le anomalie visive o i presunti rumori uditi nei pressi del complesso alle antiche origini monastiche del luogo, ipotizzando la presenza dei vecchi frati.

Nonostante i tentativi delle squadre di ricerca e il continuo interesse dei curiosi, la struttura è rimasta al centro di divieti d’accesso e di interventi di messa in sicurezza, mantenendo intatto l’alone di mistero sulla sua storia.

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