Il Calzolaio di Mortise
Gioca con questa galleria →C’era un tempo in cui le scarpe non si buttavano: si curavano, si risuolavano, si vivevano. A Padova, e in particolare nel quartiere di Mortise, quel tempo ha avuto a lungo il volto e le mani del maestro Andrea Paccagnella, uno degli ultimi veri custodi del mestiere del calzolaio.
Entrare nella sua bottega significava fare un salto indietro nell’epoca in cui l’artigianato era una combinazione di pazienza, rispetto per le materie prime e orgoglio manuale. Tra l’odore inteso del cuoio, della pelle lavorata e della colla, il mastro calzolaio ha trascorso decenni china sul bancone, ridando vita a calzature usurate e creando con gesti precisi ciò che l’industria moderna ha progressivamente trasformato in prodotti usa e getta.
Ciò che ha reso la figura di Andrea Paccagnella un punto di riferimento per la comunità padovana, tuttavia, non è stata solo la sua maestria tecnica, ma la sua passione per la trasmissione del sapere:
Un’arte in via di estinzione: Negli anni della maturità, Paccagnella è diventato un’accorata voce dell’artigianato locale, accendendo i riflettori sulla progressiva scomparsa dei mestieri manuali tradizionali.
L’appello per i giovani: In diverse occasioni si è speso pubblicamente per lanciare un messaggio forte: la necessità di insegnare ai giovani il valore del lavoro artigianale. Il suo grande sogno era quello di poter passare il testimone, insegnando le tecniche di taglio, cucitura e riparazione a nuove generazioni di apprendisti prima che quest’arte andasse perduta per sempre.
Oggi, la figura di Andrea Paccagnella rimane il simbolo di una Padova laboriosa e autentica, legata alle proprie radici e consapevole che nelle mani di un artigiano non c’è solo un lavoro, ma una storia di dedizione e dignità.
